Ci risiamo. Ancora una volta il pressapochismo e la palese inadeguatezza di una intera "classe dirigente" riporta l'Università di Messina in prima pagina. Per il pericolo di vedere annullare lauree in Scienze Politiche. E non è la prima volta. Al centro delle responsabilità il Preside: oggi come ieri incollato alla sua poltrona per espletare una funzione che non sa espletare. Forse per limitatezza istituzionale, forse per negligenza, forse per imperizia, forse per essere occupato in altre, certo più importanti, faccende. Lo stesso Preside che con passione e solerzia faceva approvare alla "sua" facoltà, la richiesta di laurea honoris causa nientemeno che al dittatore Ben Ali, campione dell'inferno.Lo stesso Preside che, assieme ad altri, siede, parla e delibera in Senato Accademico nonostante una sentenza certifichi che non lo può fare.
Lo stesso Preside che distribuisce stelle di latta nominando con lo spadone agguerriti vicepresidi, trascinandoli così nelle sabbie mobili del vuoto pneumatico di un Corso di Laurea che, beffa del destino e delle parole, non produce lauree e che, di più, getta nello sconforto giovani "laureati" con in mano, al posto della pergamena, un pugno di mosche.
Cosa faranno in futuro i giovani che volessero studiare scienze politiche?
Resteranno a Messina o scapperanno in massa verso realtà più affidabili?
La stessa domanda (retorica) è lecito estenderla anche agli altri corsi di studio che, infatti, soffrono tutti una copiosa emorragia di immatricolazioni.
E' così che si vuole far risalire l'Ateneo dal baratro in cui è stato fatto precipitare?
Forse è venuto il momento di rottamare una intera governance che ha fallito.
A cominciare dal Preside di Scienze politiche.
E' il momento in cui sollevare la testa e raddrizzare la schiena.
Domani sarà tardi.
1 commento:
Anche gli studenti hanno capito di essere stati presi in giro sin dall'inizio di questa triste faccenda.
Di seguito uno stralcio del comunicato
dell’Associazione universitaria Morgana: il presidente dell'Associazione,Smeralda Mangano, ricorda come «ancora non siano state chiarite finalità, responsabilità ed eventuali beneficiati e penalizzati dalle irregolarità. Di certo tra i penalizzati ci sono gli studenti. Ci auguriamo - concludono i tre rappresentanti dell’associazione Morgana, Di Giorgio, Mulè e Mangano - che con la riapertura della discussione sull’offerta formativa 2012/2013 si valuti l’opportunità di migliorare i termini della stessa, così da renderla maggiormente affine a quelle degli altri Atenei d’Italia. Auspicando inoltre dei doverosi chiarimenti sulle responsabilità di tutte queste anomale vicende che, oltre a danneggiare materialmente gli studenti direttamente coinvolti, hanno comportato e comporteranno l’ennesimo danno di immagine all’Ateneo e ai suoi studenti»
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