E' stato pubblicato l'elenco dei 21 dipartimenti la cui costituzione è stata approvata "dagli Organi di Governo dell'università di Messina" ai sensi della "Gelmini"
E, come ampiamente predetto, si comincia male. Anzi malissimo.
Violando, sin da subito, il neonato Statuto che, all'art.23, 8° comma recita: "Per la costituzione di un Dipartimento occorre la partecipazione di un numero minimo di quarantacinque tra professori e ricercatori, di cui almeno un quarto professori".
Il testo riportato nel sito dell'Ateneo, naturalmente, non numera per ciascun dipartimento gli afferenti, ma un semplice copia-incolla con l'opzione "elenchi puntati e numerati" svela la magagna.
Risultano infatti irregolari i seguenti dipartimenti:
- Dipartimento di Ingegneria elettronica, chimica e ingegneria industriale 41
- Dipartimento di Sc. giuridiche e storia delle istituzioni 43
- Dipartimento di Matematica e informatica 44
- Dipartimento di Ingegneria civile, informatica, edile, ambientale e matematica applicata 44
Ma, al di là dei pur tristi scenari futuri, la domanda fondamentale è: "Può questa governance agire in violazione della Legge? Possono gli Organi Accademici deliberare in difformità ed in spregio di uno Statuto da essi stessi rimaneggiato, corretto ed approvato? Quale è il messaggio che viene trasmesso al territorio dalla Elite culturale messinese? Ma, sopra ogni cosa, può un'intera comunità accademica, continuare imperterrita a far finta di nulla e, con il silenzio o l'indifferenza o la narcosi, rendersi complice di quest'ulteriore scelleratezza?
Esiste ancora un Giudice a Berlino? E nelle nostre Coscienze?

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