Riunione (il 17 maggio 2012) tra il Rettore ed i rappresentanti studenteschi e delle associazioni universitarie per fare il punto sulla road map elettorale che è imposta dal nuovo statuto. Nell'articolo di stampa si configura uno scenario in cui sembrerebbe che Tomasello voglia stringere i tempi con elezioni studentesche entro luglio 2012, mentre gli studenti premono per andare al voto non prima di ottobre.La materia è di notevole importanza poiché, nella nuova architettura accademica, le elezioni della componente studentesca sono prodrome a tutte le altre. Ritardarle genera un effetto domino sulla perfetta composizione dei Consigli di Dipartimento che quindi ritarderebbero l'elezione dei Direttori. Quindi anche il Collegio dei Direttori sarebbe eletto in ritardo con la conseguenza che anche il Senato Accademico ritarderebbe la sua composizione. Il SA valuterebbe "in ritardo" le indicazioni su parte dei soggetti da insediare nel CdA e così via sino all'atto finale che è l'elezione del Rettore.
Gli studenti affermano che il voto a luglio è un vulnus alla democrazia in quanto "il rischio astensione è molto elevato e l’importante appuntamento elettorale potrebbe essere disertato da un gran numero di elettori e, per questo, in un certo senso falsato”
L'affermazione è facilmente contestabile:
- luglio è mese di esami e lauree, e l'Università non è certo deserta
- nessuna associazione studentesca si è mai opposta al fatto che, in occasione di elezioni studentesche, venisse sospesa l'attività didattica
D'altronde la posizione degli Studenti sembra fare la coppia con il reale intendimento del Rettore in carica che, con tutti i mezzi, cerca di allungare il suo mandato ad libitum.
L'articolo di stampa avverte che il Rettore "potrebbe agire d'imperio".
Noi crediamo che non lo farà. Con la morte nel cuore, certo. Ma non lo farà.
Commosso si inchinerà alla volontà democratica degli studenti e, a malincuore, recederà sul suo impeto di velocità in nome della perfetta democrazia.
Incassando una ulteriore mini-proroga.
Vorremo tanto sbagliarci.
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